The 2018 Turkish Military Operation in Northern Syria: Turkey’s Ambiguous Realpolitik Between the USA and Russia

da | Dic 24, 2018 | Europa, Medio Oriente e Nord Africa, Primo Piano

Dopo la recente sconfitta di Daesh in Siria e Iraq si è sviluppato uno scenario più instabile nel quale gli attori statali regionali tentano di imporre le loro strategie per riempire il vuoto del potere in Medio Oriente. Nello stesso tempo gruppi etnici come i Curdi rivendicano la creazione di una propria patria. A livello internazionale, gli Stati Uniti e la Russia, profondamente coinvolti nella crisi siriana, sono più vicini a uno scontro militare di quanto non lo fossero durante la Guerra Fredda. In questo contesto, la Turchia di Erdoğan, importante partner della NATO e potenza regionale in Medio Oriente, cerca di attuare la strategia del “tenere un piede in entrambi i campi” per tutelare i propri interessi. L’operazione militare turca del 2018 nel Nord della Siria, nota come “Operazione ramoscello d’ulivo” e lanciata con il tacito appoggio di Mosca contro i combattenti Curdi, testimonia questa ambigua posizione e pone nuove domande sul ruolo della Turchia.

L’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) ha pubblicato un report a cura di Elettra Pelino su questo tema. Lo scopo di questa analisi è indagare l’attuale posizione geopolitica della Turchia di Erdoğan, sempre più orientata verso un approccio basato sulla Realpolitik, che implica conflitti di interessi con gli storici alleati della NATO.

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Elettra Pelino è laureata in Politics, Philosophy and Economics (LUISS).